In occasione del Centenario dell’assassinio di Bernardino Verro  le classi quinte dei Licei e la IV L seguiranno la proiezione del film-documentario “Viva Verro”, dedicato al sindacalista ucciso dalla mafia.  Il video è stato realizzato da Nonuccio Anselmo.

Nel pomeriggio, presso il complesso di San Ludovico,  gli studenti della nostra Scuola prenderanno parte al laboratorio sul fumetto (guidato da Dario Triolo) e al Laboratorio teatrale ( curato da Mimmo Paternostro).


Memory, all alone in the moonlight…

di Irene Paternostro ( classe IV L, liceo Classico)

Diamo inizio alla nostra cronaca, che in fondo proprio cronaca non è, con una canzone. Cosa c’è di meglio di una canzone per rimarcare un concetto? Memory, dal musical Cats, tratta proprio il nostro argomento chiave: la memoria, il ricordo dei tempi passati. Nel nostro caso, naturalmente non parliamo di quanto ci rattrista l’essere invecchiati, quasi di colpo e senza accorgercene. In questi giorni, abbiamo ricordato Bernardino Verro, sindacalista e sindaco di Corleone, assassinato dalla mafia esattamente cento anni fa. Chi era, quindi, questa persona così importante per la nostra memoria cittadina e nazionale? Ce lo hanno raccontato in tanti: i bambini delle scuole elementari e quelli delle medie, i nostri compagni di scuola, gli insegnanti, e, più di tutti, oramai possiamo fieramente dire che ce l’ha insegnato la tradizione. Questo ricordo, questa memoria, questa sensibilità è finalmente in noi come qualcosa di scontato che scontato non è: mentre noi siamo cresciuti conoscendo questo nostro rilevante predecessore, le generazioni a noi precedenti lo avevano dimenticato. Questa riscoperta è stata il centro dei laboratori i cui frutti sono stati esposti e presentati il 3 e il 4, durante tutta la giornata. Disegni, battute e canzoni, tutti con lo stesso scopo: ricordare una persona uccisa per la sua volontà di ridare dignità al suo paese e ai suoi concittadini, oppressi dai latifondisti. Abbiamo quindi un fumetto che sintetizza la sua vita, e addirittura la sua intera storia, episodio per episodio, in rima, dalla nascita all’assassinio. Lo vediamo poi trionfante, con la bandiera rossa, simbolo del suo partito, in mano, e lo vediamo pensieroso ma deciso, umano, come tutti noi, perché il suo eroismo sta proprio nell’essere uomo tra uomini, non deus ex machina, non mago, ma semplice essere umano con limiti e punti di forza, che ha utilizzato fino all’ultimo per il bene degli altri, senza tirarsi indietro, nonostante il rischio della propria vita.

Questi sono stati giorni impegnativi, di produzione e di divertimento, di impegno e unione. Ecco lo scopo della memoria: insegnare, educare proprio a questo impegno, civile e personale, e, ultimo ma non meno importante, unire – scuole e persone, progetti e progetti, immagini e parole. L’unione fa la forza, come dice anche la nostra commedia. E quindi uniamoci, forti della memoria del nostro paese, troppo spesso sottovalutata. Che la nostra memoria possa portarci a crescere, ancora e ancora.